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Come conservavano i cibi gli antichi

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Gli studi e la scienza ci confermano che la conservazione dei cibi ha origini antichissime e che anche i nostri antenati riuscivano ad evitare gli sprechi nonché ad organizzarsi e fare scorte per le stagioni più dure, così da garantire la sopravvivenza della famiglia.

Teniamo presente che oggi come migliaia di anni fa i fattori che ostacolano la conservazione dei cibi sono gli stessi: umidità, ossigeno, acidità, temperatura. I batteri infatti hanno bisogno di acqua ed ossigeno per poter proliferare, e prediligono temperature temperate e ph neutri. È perciò fondamentale andare ad inibire questi fattori per conservare i cibi più a lungo possibile.

Scopriamo perciò come ovviavano all’assenza di elettricità.

ESSICCATURA ED AFFUMICATURA

Uno dei metodi più primordiali è l’essiccatura all’aria: l’esposizione all’aria velocizza da disidratazione dei cibi aumentandone la durata di conservazione. Successivamente ci si accorse che i cibi essiccati al fumo si conservavano ancora meglio, così nacque l’affumicatura: il fumo deposita sulla carne delle sostanze che fungono da schermo protettivo dai batteri nocivi.

ZUCCHERO

Le culture che avevano disponibilità di sostanze dolci come zucchero e miele, iniziarono ad usarlo per conservare carni e frutta fresca: il metodo consisteva in una prima essiccazione e poi nell’immersione dei cibi nello zucchero grezzo o nel miele, creando così un ambiente molto ostile alla diffusione dei batteri.

SALATURA

Appena l’uomo apprese come estrarre il sale, scopri che sui cibi creava un ambiente fortemente alcalino nel quale, in assenza di acqua, funghi e batteri non riuscivano a sopravvivere. È un metodo tradizionale tra i più utilizzati ancora oggi.

ACETO E SALAMOIA

Circa 4000 anni fa i popoli mesopotamici utilizzavano quotidianamente soluzioni di sale marino per conservare cibi fuori stagione, come la carne in salamoia. Il principio di base è sempre quello della prevenzione della crescita batterica: il sale o l’aceto creano un ambiente acido nel quale batteri e le muffe non sopravvivono, consentendo la conservazione del cibo anche per mesi.

CALCE

Gli antichi si accorsero addirittura che alcuni cibi, se conservati sotto uno strato di calce, si conservavano davvero a lungo: la calce infatti, oltre ad essere molto basica e quindi ostile ai batteri, ha una funzione sigillante che impedisce la benché minima traspirazione di ossigeno, creando una sorta di sottovuoto. Questo metodo era utilizzato per conservare le uova anche per un anno intero.

 

 

 

 

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